La tutela dei minori nell'ambiente digitale è una delle questioni più delicate che le istituzioni si trovano oggi ad affrontare. Come capogruppo del Movimento 5 Stelle nella Commissione parlamentare bicamerale per l'Infanzia e l'Adolescenza seguo con particolare attenzione l'impatto che social network, piattaforme digitali e sistemi di intelligenza artificiale stanno producendo sulla vita dei più giovani e sulle responsabilità pubbliche che ne derivano.

Non si tratta di demonizzare la tecnologia. Al contrario, la rivoluzione digitale offre opportunità straordinarie di accesso alla conoscenza, partecipazione e inclusione. Tuttavia, accanto ai benefici emergono rischi che non possono più essere ignorati. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha evidenziato l'aumento dell'uso problematico dei social media tra gli adolescenti, mentre l'OCSE richiama i governi alla necessità di garantire che innovazione, sicurezza, privacy e sviluppo cognitivo procedano insieme.

La questione è ormai al centro dell'agenda internazionale. Lo scorso maggio, a Parigi, i Ministri del Digitale e della Tecnologia dei Paesi del G7 hanno approvato per la prima volta un insieme di sette principi comuni dedicati alla tutela dei minori online. È un passaggio storico: per la prima volta le principali economie democratiche hanno riconosciuto che la sicurezza dei minori nello spazio digitale deve diventare una priorità delle politiche pubbliche e della regolazione tecnologica.