Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiEtà minima a livello Ue per accedere ai social network e usare l’intelligenza artificiale, rafforzare la cooperazione tra le varie autorità di vigilanza europee per evitare sovrapposizioni e incongruenze normative, introdurre sistemi di verifica dell’età che non violino la privacy e invertire l’onere della prova: spetterà ai fornitori dei social media dimostrare che i loro prodotti sono sicuri per i minori europei. Queste alcune delle principali raccomandazioni presenti nel report “Child safety online” presentato il 13 luglio dai co presidenti del panel speciale per la sicurezza dei bambini online, istituito dalla Presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen nel 2025. Raccomandazioni che si concretizzeranno con una «proposta dopo l’estate sull’accesso ai social per i minori», ha precisato von der Leyen.

Social, accesso graduale in base all’età

Il report parte con il definire come i bambini e gli adolescenti dovrebbero approcciarsi al mondo dei social network e più in generale del digitale. E dunque, secondo gli esperti, da zero a due anni non si dovrebbe far usare nessuno schermo o social network: «Non è un divieto assoluto, ma una raccomandazione basata sullo sviluppo neurobiologico, in linea con le linee guida dell’OMS», sottolineano gli esperti. Dai tre ai 12 anni sì all’uso ma supervisionato dai genitori. Questo si concretizza in: no ai dispositivi personali a scuola, limiti di tempo nell’utilizzo, accesso a piattaforme sicure e supervisione del genitore. Dai 16 ai 18 anni si parla di un uso più autonomo, ma non essendoci ancora stato lo sviluppo neurobiologico completo si raccomanda sempre un uso con controllo.