L’età minima di accesso alle piattaforme social fissata a 15 anni, con obbligo di verifica dell’età «assicurando un livello di sicurezza adeguato al rischio» previsto per legge e delegato ad Agcom e Garante Privacy. La nullità dei contratti stipulati dagli under 15 e la tutela dei minori nell’ambito di quelle attività che possono coinvolgerli, più o meno direttamente, sui social, come quelle riconducibili agli influencer. Sono questi alcuni dei contenuti della proposta di legge per tutelare i minori nella «dimensione digitale».
Le norme nazionali
Sottoscritta da quasi tutto l’arco parlamentare, la proposta di legge è stata presentata nel maggio del 2024, mediante due testi sostanzialmente identici, alla Camera (atto 1863, prima firmataria Marianna Madia, Pd) e al Senato (atto 1136, prima firmataria Lavinia Mennuni, Fdi). Questa proposta – a cui sono stati congiunti altri testi di contenuto simile – testimonia la volontà di regolamentare un rapporto, quello tra minorenni e social media, che rischia di avere conseguenze serie. Fino a questo momento, tuttavia, le norme non hanno saputo tenere il passo con il ritmo di sviluppo delle tecnologie, né con le evoluzioni delle piattaforme social.
