Almeno 20 milioni di bambini in dieci paesi hanno gi� usato l'intelligenza artificiale, e la adottano a una velocit� pi� di tre volte superiore a quella degli adulti. � la stima di un'analisi UNICEF pubblicata il 30 giugno 2026, alla vigilia del primo Global Dialogue on AI Governance, secondo cui i sistemi di governance faticano a tenere il passo con la rapidit� dell'adozione. I dati vengono da Disrupting Harm Phase 2, il programma di ricerca guidato da UNICEF Innocenti, ECPAT International e INTERPOL e finanziato da Safe Online: circa mille bambini fra 12 e 17 anni e altrettanti genitori intervistati per ciascuno dei dieci paesi coinvolti (Armenia, Brasile, Colombia, Repubblica Dominicana, Giordania, Messico, Montenegro, Macedonia del Nord, Pakistan e Serbia), con campionamento IPSOS ponderato sui dati di popolazione ONU 2024. Circa 13 milioni di bambini usano l'IA come supporto per lo studio e i compiti a casa. Ma oltre 2 milioni, uno su dieci, dichiarano di rivolgersi a un sistema di intelligenza artificiale per consigli su questioni personali che li preoccupano: un uso ben pi� delicato del semplice aiuto scolastico, che sposta l'IA nel territorio del supporto emotivo senza quelle garanzie normalmente richieste a chi lo offre. Le paure dei bambini stessi Un terzo dei bambini intervistati teme che l'IA venga usata per truffe, inganni o disinformazione. Un quarto teme che le proprie immagini o i propri video vengano manipolati in deepfake sessualmente espliciti. Non � un timore astratto: in un precedente comunicato UNICEF dello scorso 4 febbraio 2026, sempre nell'ambito di Disrupting Harm Phase 2 ma su undici paesi, almeno 1,2 milioni di bambini avevano dichiarato che le proprie immagini erano gi� state manipolate in questo modo nell'anno precedente, pari a circa un bambino su venticinque in alcuni dei paesi coinvolti. UNICEF descrive la situazione attuale come "un esperimento globale" in cui un'intera generazione sta crescendo. L'organizzazione osserva che i bambini sono pi� esposti dei bambini adulti ai sistemi IA, incluse le scelte di design, i modelli di business e l'uso dei loro dati, ma hanno molto meno potere di evitarli o contestarli: sentono per primi gli effetti di una governance debole, e ne vivranno le conseguenze pi� a lungo. Le cinque richieste di UNICEF Nel comunicato, ripreso anche da UN News, UNICEF chiede cinque azioni concrete: investimenti in ricerca sugli effetti dell'IA sullo sviluppo infantile; leggi pi� rigide e responsabilit� aziendale contro lo sfruttamento sessuale generato tramite IA; sistemi progettati con il massimo livello di sicurezza e trasparenza; programmi di alfabetizzazione digitale rivolti sia ai bambini sia ai genitori; investimenti nella connettivit� per ridurre il divario digitale tra e all'interno dei paesi. Il nodo di fondo, secondo l'organizzazione, � che la maggior parte dei sistemi di governance dell'IA non tratta ancora i bambini come un gruppo distinto, con esigenze e vulnerabilit� proprie rispetto agli utenti adulti.
Bambini più veloci degli adulti nell'adozione dell'IA: l'allarme UNICEF su 20 milioni di under 18
Un'analisi UNICEF su 10 paesi stima 20 milioni di bambini gi� utenti di IA, con adozione tre volte pi� rapida di quella adulta. Un bambino su dieci chiede consigli personali ai chatbot, un quarto teme deepfake sessualmente espliciti: la governance non li tratta ancora come gruppo distinto








