Pubblicato il: 03/07/2026 – 11:55

di Fabio Benincasa

COSENZA «Il Mezzogiorno sta dimostrando una straordinaria vitalità economica: negli ultimi quattro anni il Sud ha registrato una crescita del Pil superiore rispetto ad altre aree del Paese, supportata da una ripartenza degli investimenti, dal rafforzamento dell’export e dal raggiungimento del massimo storico nel tasso di occupazione». Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega per il Sud, Luigi Sbarra, ha tracciato – a margine del primo Forum del Mezzogiorno organizzato da Confapi – un bilancio delle politiche governative e soffermandosi in particolare sulla situazione della Calabria.

Pmi e futuro

«Le piccole e medie imprese rappresentano il cuore pulsante e il motore economico dello sviluppo meridionale», prosegue Sbarra, che sottolinea come la Calabria si collochi al secondo posto a livello nazionale nel primo trimestre del 2026 per nascita di nuove aziende. Secondo il sottosegretario, le azioni portate avanti sono «il frutto di una strategia e di una visione che l’esecutivo Meloni ha messo in campo in questi quattro anni, sostenuta in modo determinante dalle risorse del Pnrr, dalla riforma della politica di coesione, dalla Zes unica e dagli incentivi per l’assunzione a tempo indeterminato di giovani, donne e lavoratori svantaggiati».In merito alle sollecitazioni del mondo produttivo sulla necessità di proseguire sul processo di sburocratizzazione e sulle politiche salariali, il Sottosegretario ha rimarcato il ruolo della Zes unica come pilastro per l’abbattimento dei tempi amministrativi: «Oggi le imprese del Sud che vogliono investire o ampliare la propria attività possono rivolgersi allo sportello unico digitale presso la struttura di missione a Roma, ottenendo tutte le autorizzazioni necessarie in una media di 70-80 giorni». Sul fronte del lavoro e della fuga dei cervelli, Sbarra ha infine indicato la rotta per trattenere i giovani sul territorio: «Bisogna fare di più per aumentare le retribuzioni attraverso i rinnovi contrattuali, favoriti anche dalle risorse dell’ultima legge di stabilità, ma la vera scommessa resta l’investimento massiccio nei settori ad alto valore aggiunto, nell’innovazione e nelle nuove tecnologie. Solo alzando la produttività potremo offrire ai giovani prospettive di lavoro ben retribuite e contrattualizzate, frenando la mobilità verso il Nord o verso l’estero». (f.b.)