«Fattore Mezzogiorno». Ovvero, «una combinazione di dinamiche economiche, politiche pubbliche e capacità imprenditoriale che ha restituito all’area una rinnovata centralità nel dibattito sullo sviluppo nazionale». Il Check-up Mezzogiorno 2025, realizzato da Confindustria e Srm, il Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo, spiega così perché da freno del Paese il Sud è diventato il nuovo motore della crescita. Quindi, «un’economia che, pur all’interno di un contesto macroeconomico e geopolitico ancora complesso e caratterizzato da elementi di incertezza, mostra segnali di rafforzamento strutturale e una dinamica di crescita che, negli ultimi anni, si è rivelata mediamente più sostenuta rispetto a quella del resto del Paese». È l’ultima conferma, in ordine di tempo, dell’avvenuto cambio di paradigma della narrazione meridionale, nel quale il «Mezzogiorno sta attraversando una fase di progressivo recupero che ha contribuito a una graduale riduzione dei divari storici rispetto alle altre macroaree. Tale percorso non è lineare né omogeneo tra territori e settori ma evidenzia elementi di consolidamento che meritano attenzione, soprattutto alla luce del ruolo crescente svolto dagli investimenti e dalle politiche pubbliche di sostegno».
Pil, investimenti, industria e occupazione: «La crescita nel Meridione è strutturale»
«Fattore Mezzogiorno». Ovvero, «una combinazione di dinamiche economiche, politiche pubbliche e capacità imprenditoriale che ha restituito all’area una rinnovata...







