La spinta arriva soprattutto dal Pnrr. È il Sud ad avere colto più e meglio delle altre aree del Paese la grande opportunità del Piano nazionale di ripresa e resilienza, con i Comuni nettamente in testa rispetto alle Regioni per progetti già conclusi o in fase di esecuzione. È da qui, ma anche dalla Zes unica, che sono arrivati e si sono consolidati negli ultimi quattro anni i primati sul Pil (+8,5%) e sull’occupazione (+8%), cresciuti ben oltre le medie nazionali e ancora pronti a fare la differenza anche nel biennio 2025-26. Già, perché la crescita, pure indebolita a livello nazionale ed europeo, continuerà ad essere maggiore nel Mezzogiorno: +0,7% quest’anno, +0,9% nel 2026 (+0,5% e +0,6% il Centro-Nord).
Il Rapporto Svimez, presentato ieri a Roma, conferma insomma che il Sud è la nuova e affidabile locomotiva del Paese nonostante il fatto - è il paradosso più vistoso – che la fuga dei giovani verso il Nord e l’estero continui, coinvolgendo una quota non trascurabile di laureati. È a questo tema che Svimez ispira il racconto 2025, affidandosi in apertura dei lavori (presenti il ministro Tommaso Foti, il sottosegretario Luigi Sbarra, la vicepresidente della Camera Anna Ascani e, collegato da remoto, il vicepresidente esecutivo della Commissione UE Raffaele Fitto) ad un testimonial indimenticabile ed efficace come Massimo Troisi, nelle vesti del viaggiatore-emigrante napoletano.












