Probabilmente saranno stati influenzati dai bilanci positivi degli ultimi quattro anni, con il Pil del Mezzogiorno che ha superato quello del Centro-Nord e ha fatto da traino alla crescita nazionale. Oppure dal boom del turismo che in alcune città, come Napoli, ha registrato numeri da record. Un trend che ha avuto effetti positivi sul terziario e sui servizi. Fatto sta che ora sono gli imprenditori meridionali a guardare con maggiore ottimismo al 2026, in controtendenza rispetto al dato nazionale, dove più di un’azienda su due intravede più ombre che luci.

I giudizi negativi si concentrano, in particolare, nel settore manifatturiero e nelle regioni del Nord, con le imprese preoccupate dall’andamento del commercio internazionale, stretto nella morsa di dazi e conflitti. Il cauto ottimismo del Mezzogiorno è, invece, la diretta conseguenza del buon andamento del turismo e dei servizi, due settori più al riparo rispetto alle tensioni internazionali e ai conflitti. Ma non basta.

Il Pil sale più delle attese, disoccupazione ancora giù. S&P a sorpresa alza l'outlook

Limitando l'attenzione ai risultati aziendali, le imprese delle ripartizioni Centro e Nord sono accomunate da una forte sfiducia circa la congiuntura del 2026, mentre le imprese del Mezzogiorno, invece, ritengono di poter superare indenni i prossimi mesi. E, secondo l'indagine della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa (Cna), «la visione meno cupa del 2026 espressa dalle imprese del Mezzogiorno potrebbe essere l'eredità del dinamismo espresso da questa parte del Paese negli ultimi anni. Stando ai dati Istat, infatti, nel biennio 2022-2023, le regioni del Meridione d'Italia hanno messo a segno nel loro insieme un tasso di crescita medio del Pil (+3,7%) ben superiore a quelli registrati dalle altre ripartizioni geografiche (grazie al traino offerto dai servizi legati al turismo). In altri termini, è possibile che gli imprenditori meridionali attribuiscano qualche elemento di vitalità al 2026 auspicando una continuità dei risultati attesi con quelli registrati nel consuntivo degli ultimi anni».