Bisogna cominciare da qui, dall’Italsider, se si vuole parlare di industria al Sud. Perché è intorno a quella antica fabbrica di acciaio, di tondini, di laminati, con il Pontile che si estende a mare per 800 metri, che il Mezzogiorno aveva scelto: il golfo è meraviglioso, la discesa di Coroglio è un gioiello di Napoli ma per far crescere una città, in quell’inizio di Novecento, bisogna cominciare dall’industria, dalla manifattura. Servono navi, treni, macchine, auto. Operai. Brevetti. Nuovi mercati. Carbon coke. Era il 1910 quando si accende l’altoforno e comincia a funzionare, è il 1990 quando la fiamma viene spenta.
Sud-Nord, se Puglia e Campania crescono più della Lombardia
Il fenomeno investe tutto il Mezzogiorno, che tra 2019 e 2023 ha registrato un aumento del Pil del 3,7% con l’Italia intera al 3,5%. Anche l’export tira: oltre tre volte il Nord Ovest. Bianchi (Svimez): «Il dinamismo delle due grandi città, Napoli e Bari, è evidente». I casi di imprese virtuose da Sideralba al gruppo Sada, da Nappi 1911 a Unifrigo






