Roma, 27 nov. (askanews) – Tra il 2021 e il 2024 il Mezzogiorno ha mostrato un’inedita capacità di trainare la crescita occupazionale nazionale: gli occupati al Sud sono aumentati dell’8%, un ritmo superiore di 2,6 punti percentuali rispetto al resto del Paese. Nel complesso, l’occupazione è cresciuta di quasi 1,4 milioni di unità a livello nazionale, di cui circa 900mila al Centro-Nord e quasi 500mila nel Mezzogiorno, con il Sud che ha contribuito per oltre un terzo all’incremento complessivo degli occupati. Lo riporta “Il Rapporto sull’Economia e la Società del Mezzogiorno”, studio annuale di riferimento su analisi territoriale delle tendenze economiche e sociali e delle politiche di sviluppo in Italia che la Svimez pubblica dal 1974.
Il ruolo delle politiche è stato significativo nel sostenere l’occupazione e nel determinare la composizione settoriale degli incrementi occupazionali. Hanno inciso, sia pure con ritardo, i programmi di aumento degli organici della pubblica amministrazione; gli incentivi agli investimenti privati in costruzioni in una prima fase e, successivamente, prosegue lo studio, l’avvio delle opere pubbliche finanziate dal PNRR hanno sostenuto la domanda di lavoro nell’edilizia, nei servizi professionali e di consulenza e nelle connesse attività manifatturiere.








