La spinta non si è esaurita, il Pil del Sud anche nel 2025 è cresciuto più della media nazionale che dovrebbe attestarsi a fine anno intorno allo 0,4-0,5%. Il dato verrà reso noto stamane dalla Svimez in occasione della presentazione, a Roma, dell’annuale Rapporto sull’economia e la società del Mezzogiorno (previsti tra gli altri gli interventi del vicepresidente esecutivo Ue Raffaele Fitto, da remoto, del ministro per il Pnrr, gli Affari europei e le Politiche di coesione Tommaso Foti e del sottosegretario con delega al Sud Luigi Sbarra).
Il rallentamento dell’economia nazionale ha sicuramente pesato anche sul Mezzogiorno ma il fatto che per il quarto anno consecutivo il motore Sud produca risultati migliori delle altre aree del Paese conferma che la tendenza positiva, iniziata dopo la fine dell’emergenza Covid, non si è esaurita. E che, oltre tutto, è destinata a proseguire anche nel 2026 secondo le previsioni che la stessa Svimez ufficializzerà sempre oggi. Non più, dunque, solo il costante allineamento ai valori della crescita nazionale, che l’Associazione per prima aveva evidenziato già alcuni anni fa: il Mezzogiorno è oggettivamente un traino indispensabile per l’economia del Paese avendo colto occasioni strategiche, come il Pnrr e la Zes unica, per incrementare export, occupazione e, appunto, Pil oltre le medie Italia. Il cambio di paradigma nella narrazione di ciò che sta avvenendo è una direzione dunque obbligata ancorché non esaustiva o, peggio, omissiva dei ritardi e delle contraddizioni che ancora rimangono in tutta l’area.










