«Il Sud nel triennio 2021-24 è cresciuto più del Nord, e probabilmente continuerà anche nel 2025», scrive la Svimez a proposito del possibile impatto della Legge di Bilancio 2026 sulla spinta del Mezzogiorno, e anticipando in un certo senso il contenuto del Rapporto annuale che si presenterà il 27 novembre a Roma. Per l’Associazione è stato soprattutto il «ciclo di politiche espansive 2021-2024» a determinare il cambio di passo, ovvero «i bonus alle famiglie del primo biennio post-Covid, gli incentivi all’edilizia e poi gli investimenti del Pnrr. Senza negare gli altri elementi positivi che hanno caratterizzato il sistema delle imprese e l’ottima performance di alcuni settori esportatori, a livello macroeconomico ciò che ha fatto la differenza è stata la crescita degli investimenti: prima quelli privati trainati dal super bonus edilizio, poi quelli pubblici grazie al Pnrr. La dimostrazione che il Sud non è un vuoto a perdere, che, se si investe, reagisce agli stimoli e attiva percorsi virtuosi di crescita economica ed occupazionale». Svimez sottolinea altresì l’effetto traino sul sistema della PA meridionale: «Se vediamo in particolare i dati della spesa dei Comuni del Pnrr, si nota che anche le amministrazioni locali, se stimolate e sottoposte alla pressione del risultato, sono in grado di realizzare investimenti in tempi non dissimili dal resto del Paese».
«Sud, con gli investimenti la crescita si consoliderà»
«Il Sud nel triennio 2021-24 è cresciuto più del Nord, e probabilmente continuerà anche nel 2025», scrive la Svimez a proposito del possibile impatto...






