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19 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 13:35

Nel 2024, come nel biennio precedente, il Pil delle regioni meridionali è aumentato più che nel Centro-Nord: +1% contro +0,6%. Lo rileva l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno (Svimez), secondo cui il divario di crescita a favore del Sud si è tuttavia ridotto: da 1 punto percentuale a soli 0,4. A consuntivo di una inedita fase di ripresa, il Pil è cresciuto complessivamente dell’8,6% tra il 2022-2024 al Sud, contro il 5,6% del Centro-Nord, con uno scarto cumulato di 3 punti percentuali. Ma lo slancio ha cambiato poco per i lavoratori del Mezzogiorno: il 31,2% resta in condizioni di povertà.

Quasi un terzo degli occupati al Sud guadagna meno della soglia di reddito annuo al di sotto della quale un lavoratore dipendente o autonomo viene definito povero, pari a circa 7.300 euro annui (600 euro mensili). Rispetto al 2023, il recupero occupazionale non ha alleviato l’emergenza, che risulta anzi in leggero peggioramento al Sud mentre è stabile nel Nord-Ovest (1,1 milioni di lavoratori, il 16,6% del totale) e in deciso peggioramento nel Nord-Est (quasi 800 mila persone, in aumento dal 14 al 15,6%). Un miglioramento significativo si è registrato solo nel Centro (circa 900mila lavoratori, in calo dal 20,5 al 19,4%).