HomeCesenaCronacaAcquisizione Trevi Il 28 giugno primo riscontroL’Icop ha convocato l’assemblea straordinaria per l’aumento di capitale finalizzato all’offerta pubblica di scambio di azioniOpere di consolidamento nel cuore della diga di Rogun, in TagikistanRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciE’ complicata la vicenda della possibile acquisizione del Gruppo Trevi da parte di Icop, azienda friulana che opera nello stesso settore dell’ingegneria del sottosuolo e qualche giorno fa ha lanciato un’offerta pubblica di scambio sull’intero capitale azionario di Trevifin, la holding che controlla le aziende del Gruppo Trevi (offrendo un guadagno del 20,1% calcolato sui prezzi registrati in borsa venerdì scorso).
Icop è stata fondata nel 1920 a Basiliano, in provincia di Udine, per iniziativa della famiglia Petrucco che la controlla tutt’ora (amministratore delegato è Piero Petrucco, esponente della quarta generazione). Da due anni è quotata alla Borsa di Milano nel comparto Euronext (lo stesso di Trevifin) ed è cresciuta acquisendo negli Stati Uniti Atlantic GeoCostruction Holding e in Italia Palingeo dal tailandese Fls Group che è entrato nel capitale Icop. Con Trevi qualche anno fa c’erano stati dei contatti, ma sembrava che dovesse essere Trevi a inglobare Icop, non il contrario come è l’ultima proposta. "E’ un progetto che guardavamo da tempo – ha confermato Piero Petrucco al Gazzettino –: oggi ci sono le condizioni per valorizzare le risorse umane e tecniche di Icop e Trevi, e creare un’impresa di grande stabilità e continuità per i territori".











