La società di ingegneria e opere specialistiche friulana Icop lancia un’offerta pubblica di scambio sul 100% delle azioni del gruppo riminese Trevi, mettendo sul piatto 0,133 azioni proprie di nuova emissione per ogni titolo conferito. Obiettivo dell’operazione: dar vita a un «campione industriale italiano con leadership internazionale nelle fondazioni speciali, nell’ingegneria del sottosuolo e nelle soluzioni per infrastrutture complesse e strategiche», spiega la società di Basiliano (Udine). Facendo una somma dei conti delle due aziende, il gruppo che ne scaturirebbe avrebbe ricavi sopra al miliardo di euro e un portafoglio ordini di oltre 2,2 miliardi. Le sinergie attese, a pieno regime entro quattro anni, valgono 120-140 milioni di ricavi addizionali annui e tra i 55 e i 75 milioni di euro annui di margine operativo aggiuntivo. «Non costruiamo soltanto un gruppo più grande», sostiene Piero Petrucco, amministratore delegato di Icop, ma «vogliamo costruire una piattaforma industriale italiana di standing globale». In cosa consiste l’Ops A detta di Icop (realtà attiva dal 1920 che opera in Francia, Italia, Germania, Paesi Scandinavi e si sta espandendo in Usa), l’offerta incorpora un premio del 20,1% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni Trevi alla chiusura di venerdì 26 giugno ed esprime un valore di 4,163 euro per ogni azioni Trevi. Il premio sale al 35,4% rispetto al prezzo teorico ex-diritto (Terp) dell’aumento di capitale da 100 milioni di euro di Trevi concluso il 25 giugno e del 108,1% del prezzo delle azioni relative all’aumento stesso.
Icop lancia un’Ops su Trevi per costruire un “campione” delle costruzioni da un miliardo di ricavi
La società friulana intende creare sinergie con 120-140 milioni di profitti addizionali annui. Previsto un delisting per il gruppo riminese










