<p>Un piano di crescita organica che punta a portare i ricavi fino a 900-950 milioni di euro nel 2029 (1,7 miliardi con Trevi), con un ebitda di 170-190 milioni. È la traiettoria delineata da Icop (ieri +6,6%) nel piano industriale 2026-2029, che arriva a pochi giorni dal deposito in Consob del documento di offerta relativo all'ops sulla stessa Trevi.

Il gruppo friulano, specializzato nell'ingegneria del sottosuolo e nelle opere infrastrutturali, parte da una base 2025 pro-forma di 503 milioni di euro di ricavi e 93 milioni di rbitda adjusted, grazie anche alle acquisizioni di Agh negli Stati Uniti e Palingeo in Italia.

L'obiettivo è raggiungere già nel 2026 ricavi compresi tra 610 e 640 milioni di euro e un ebitda tra 105 e 115 milioni.</p><p>La crescita prevista si traduce in un tasso annuo composto dei ricavi del 15-17% tra il 2025 e il 2029 e in un incremento dell'ebitda del 16-20%, con la marginalità destinata a salire dal 18,5% del 2025 pro-forma al 19-20% a fine piano.

A sostenere gli obiettivi c'è un portafoglio ordini di 1,5 miliardi di euro, pari a quasi tre volte i ricavi 2025, che garantisce visibilità pluriennale.

Il piano punta su tre aree strategiche: fondazioni speciali, microtunneling e opere marittime.</p><p>Gli investimenti previsti cresceranno dai 30-35 milioni di euro del 2026 ai 40-45 milioni nel 2029, con 15-20 milioni destinati alla ricerca e sviluppo nel periodo del piano.