In attesa di capire come evolverà in autunno la partita che la vede contrapposta al general contractor Webuild nel tentativo di conquistare Trevi, Icop ha comunicato ieri sera a mercati chiusi i conti preliminari del primo semestre.Nella prima parte dell'anno il gruppo friulano specializzato in ingegneria del sottosuolo ha visto crescere i ricavi del 78% anno su anno a 287 milioni, analoga metrica riscontrata sull'ebitda (da 29 a 52 milioni), con un margine del 18%.L'indebitamento finanziario netto si è poi attestato a 171 milioni, valore che l'azienda giudica «coerente con la consueta stagionalità dei flussi del primo semestre».

La consistenza del backlog a fine giugno viene infine indicata in circa 1,5 miliardi e «offre una significativa visibilità sulla prosecuzione della crescita nei prossimi anni», ha spiegato il ceo Piero Petrucco. «Continuiamo a concentrarci sui mercati al centro della strategia - grandi infrastrutture energetiche e idriche e principali opere infrastrutturali in Italia e Ue, fondazioni speciali e data center negli Usa - mantenendo forte selettività tecnologica e geografica e valorizzando le competenze e tecnologie».

In questo quadro, «il mercato Usa offre un significativo potenziale di sviluppo per l'intero portafoglio di competenze e tecnologie del gruppo».Confermate, infine, le guidance 2026 comunicate con il recente piano industriale: i ricavi sono indicati in una forchetta compresa tra 610 e 640 milioni, mentre l'ebitda è atteso in un range tra 105 e 115 milioni (margine mol tra 17% e 18%).