<p>Il consiglio di amministrazione di Trevi Fin ha avviato le attività di propria competenza in relazione all'offerta pubblica di scambio promossa da Icop, precisando che non è stata in alcun modo sollecitata né preventivamente discussa o concordata.
A comunicarlo ieri con una nota è stato lo stesso gruppo.
La società «si esprimerà sull'offerta con le tempistiche e secondo le modalità previste dalla legge», prosegue il comunicato, ma il cda rileva, all'unanimità, che l'ops «non riflette il percorso di creazione di valore intrapreso né le prospettive future della società, come delineate nel piano industriale 2026-2029».
Trevi Fin è assistita da Mediobanca in qualità di advisor finanziario, mentre i profili legali sono stati affidati a Legance-Avvocati Associati.
Icop ha offerto 0,133 azioni di nuova emissione per ogni azione Trevi, con un corrispettivo implicito di 4,163 euro per azione alla chiusura di venerdì 26 giugno.










