Cristiano Ronaldo o Luca Modric: solo uno dei due sarebbe andato avanti a scrivere la storia, come in una sfida tra eroi mitologici. E a decidere la sorte è stato un chip di 14 grammi. È il minuto 103’ della partita tra Portogallo e Croazia, ma non sono i supplementari: si gioca il tredicesimo di recupero. Al 94’ Goncalo Ramos aveva segnato il gol che completava l’impresa di ribaltare il vantaggio di Perisic, pareggiato poi proprio da CR7 su rigore. Gioia portoghese, assalto disperato dei croati. Fino ad arrivare a quel minuto sospeso tra mitologia classica e innovazione tecnologica.
Succede che un pallone viene messo in area alla disperata, arriva a Pasalic che la tocca di testa in mezzo dove avviene una carambola improbabile, forse la tocca Gvardiol, forse un difensore portoghese.
Fatto sta che finisce in porta: 2-2, festa incontenibile di Modric che già si vedeva fuori dal suo ultimo mondiale. L’altro eroe, Cristiano Ronaldo, era già in panchina perché all’80’ era stato sostituito, una lesa maestà che aveva accettato con una smorfia evidente ma senza scenate. Il vantaggio al 94’ gli aveva fatto assaggiare un goccio di elisir per una nuova vita mondiale, quel pareggio sembrava averglielo risucchiato via.











