Il sedicesimo di finale tra Portogallo e Croazia ai Mondiali 2026 ha portato in primo piano una tecnologia già in uso dal 2022: un sensore inserito nel pallone che rileva ogni contatto con una precisione dieci volte superiore a quella delle telecamere. Ecco come funzionaIl sedicesimo di finale tra Portogallo e Croazia ai Mondiali 2026 ha portato in primo piano una tecnologia già in uso dal 2022: un sensore inserito nel pallone che rileva ogni contatto con una precisione dieci volte superiore a quella delle telecamere. Ecco come funzionaCos’è la connected ball technology e il chip all’interno del pallone che ha annullato il gol in Portogallo-Croazia? - Al 103esimo minuto - nei tempi regolamentari - del sedicesimo di finale tra Portogallo e Croazia, con i croati che a Toronto già esultavano per il 2-2 firmato da Gvardiol, sugli schermi di tutto il mondo è comparsa un’immagine insolita: una piccola onda - simile a un battito cardiaco su un monitor - nel preciso momento in cui il pallone toccava la testa di Matanovic, a inizio azione. Quell’onda è la firma digitale di un contatto: impercettibile a occhio nudo, impossibile da isolare anche rallentando il video fotogramma per fotogramma, ma rilevabile con assoluta certezza dal sensore inserito all’interno del pallone Trionda di Adidas. Il Var ha usato quel dato per confermare il tocco di Matanovic, verificare il fuorigioco di Pasalic e annullare la rete. Il Portogallo è passato agli ottavi, la Croazia è stata eliminata. Cos'è la connected ball technology e da quando esisteLa connected ball technology è un sistema sviluppato dalla Fifa in collaborazione con Adidas che prevede l’inserimento di un piccolo sensore all’interno del pallone ufficiale di gara. Non è una novità assoluta: la tecnologia è stata introdotta per la prima volta al Mondiale 2022 in Qatar, poi utilizzata agli Europei del 2024 - dove assegnò un gol a Bruno Fernandes anche se Cristiano Ronaldo sosteneva di essere stato lui a toccare il pallone - e al Mondiale per Club 2025. Ai Mondiali 2026 è già intervenuta, confermando la validità di una rete di Svanberg in Svezia-Tunisia nella fase a gironi. L'episodio di Portogallo-Croazia l'ha però resa visibile al pubblico come mai prima, perché avvenuta in un momento concitato e perché l'onda grafica trasmessa in sovrimpressione ha mostrato in tempo reale il funzionamento del sistema.Come funziona il sensore nel pallone: i 500 Hz che battono le telecamereIl cuore del sistema è un sensore Imu (Inertial Measurement Unit), un'unità di misura inerziale integrata direttamente all'interno del pallone. Il sensore lavora a una frequenza di 500 Hz, ovvero raccoglie dati 500 volte al secondo su accelerazioni, rotazioni e movimenti tridimensionali del pallone. Per confronto, le telecamere televisive tradizionali registrano circa 50 fotogrammi al secondo: il sensore è quindi dieci volte più preciso nell'identificare l'istante esatto in cui un calciatore tocca la sfera. I dati vengono trasmessi in tempo reale alla sala Var, dove vengono incrociati con quelli delle 16 telecamere di tracciamento installate nello stadio, che monitorano fino a 29 punti di riferimento per ogni giocatore 50 volte al secondo. Un sistema di intelligenza artificiale elabora tutte queste informazioni e genera automaticamente gli avvisi per gli arbitri video. La decisione finale resta però sempre all'arbitro di campo - per questo l'arbitro Eskas è stato richiamato al monitor prima di annullare la rete.A cosa serve la connected ball: fuorigioco, falli di mano e tocchi invisibiliL'applicazione principale della connected ball technology riguarda il fuorigioco semiautomatico: il sensore identifica con precisione assoluta il momento in cui il pallone viene calciato, eliminando i margini di errore nel determinare se un giocatore si trova in posizione irregolare nell'istante del passaggio. Ma il sistema si rivela utile anche per confermare tocchi di mano, deviazioni e ogni altro contatto che le immagini televisive non riescono a certificare con certezza - esattamente come nel caso di Matanovic, dove nemmeno la moviola rallentata era sufficiente -. La tecnologia è nata proprio per risolvere questo problema: durante lo sviluppo del fuorigioco semiautomatico, la Fifa aveva identificato come principale ostacolo la difficoltà di determinare con precisione il momento esatto del passaggio utilizzando soltanto il video. Il sensore nel pallone ha risolto quella difficoltà, così in Portogallo-Croazia è bastato vedere un’onda.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp
Mondiali, in Portogallo-Croazia interviene al 104’ la connected ball technology: cosa è e come funziona il chip nel pallone che ha annullato il gol di Gvardiol
Il sedicesimo di finale tra Portogallo e Croazia ai Mondiali 2026 ha portato in primo piano una tecnologia già in uso dal 2022: un sensore inserito nel pallone










