di
Salvatore Riggio
La «connected ball», microchip nel pallone che misura 500 dati al secondo, annulla il 2-2 croato al 103' per un tocco invisibile di Matanovic: Portogallo agli ottavi, Dalic furioso con la Var: «Toglie gioia al calcio»
La tecnologia è diventata l'assoluta protagonista della sfida mondiale tra Portogallo e Croazia, rivelandosi decisiva al 103', in un recupero infinito. Mentre Modric e compagni stavano festeggiando la rete del 2-2 firmata da Gvardiol che sarebbe valsa i supplementari, l'arbitro norvegese Eskas è stato richiamato al monitor dalla Var e sugli schermi televisivi è comparsa una piccola onda grafica. Questa anomalia visiva coincideva con il colpo di testa di Matanovic, da cui il pallone era poi passato a Pasalic per finire in rete dopo una carambola. È stato proprio questo dettaglio a determinare l'annullamento del gol croato per una posizione di fuorigioco di Pasalic.
Come funziona il pallone intelligenteA rendere possibile la decisione è stato un microchip inserito nel pallone, uno strumento che da qualche anno permette ai direttori di gara di individuare il momento esatto nel quale la sfera viene toccata, persino in casi di contatti impercettibili a occhio nudo tramite i normali replay, come quello di Matanovic. La tecnologia in questione, denominata «connected ball», è stata sviluppata dalla Fifa insieme ad Adidas e si basa su un sensore Imu (Inertial Measurement Unit) collocato all'interno del pallone Trionda utilizzato per questi Mondiali. Questa minuscola unità lavora a una frequenza di 500 Hz, raccogliendo dati su accelerazioni, rotazioni e movimenti tridimensionali della sfera ben 500 volte al secondo, una rapidità nettamente superiore ai circa 50 fotogrammi al secondo delle normali riprese televisive.










