<p>Dopo il balzo registrato nel 2025, anche quest'anno è attesa una nuova crescita delle procedure di gestione della crisi, mentre aumenta il ricorso agli strumenti che consentono di intervenire prima dell'insolvenza. È il quadro delineato da Mara Caverni, managing partner e fondatrice di New Deal Advisors, commentando i risultati del report Restructuring Trends 2026 di Eight International, network internazionale di cui la società è partner.</p><p>«Dal 2023 registriamo una crescita costante delle situazioni di difficoltà aziendale e i primi mesi del 2026 confermano un ulteriore incremento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente».

Un andamento che segue un 2025 già caratterizzato da un forte aumento delle procedure e da un boom delle composizioni negoziate della crisi.</p><p>Secondo Caverni, le cause sono diverse e si sommano tra loro.

Da una parte pesano gli effetti lasciati dal periodo successivo alla pandemia, che ha spinto alcune imprese a crescere rapidamente ricorrendo a un forte indebitamento.

Dall'altra incidono il caro energia, le tensioni geopolitiche e le difficoltà che attraversano comparti strategici come automotive, moda, lusso, retail e costruzioni, con ripercussioni lungo l'intera filiera.</p><p>Il cambiamento più significativo riguarda però il modo in cui le aziende affrontano le difficoltà. «L'aspetto più positivo è la crescente tendenza a intervenire in modo preventivo».