Crescita del +15,5% rispetto al 2024. L'approfondimento durante l'evento Deloitte nella sede di Bari
Roma, 22 mag. – Le procedure per la crisi d’impresa avviate nel 2025 sono cresciute del +15,5% rispetto al 2024, sfiorando quota 13.500, di cui 9.869 casi di liquidazione giudiziale, in aumento del +7,2% sull’anno precedente. Come emerge dai dati dell’Osservatorio semestrale realizzato da Unioncamere e InfoCamere, tra le imprese che hanno fatto ricorso alla composizione negoziata prevalgono le società di capitale, che rappresentano il 79% del totale, mentre tra i settori più impattati ci sono le attività manifatturiere (28,5%), il commercio all’ingrosso e al dettaglio (21%) e le costruzioni (10,2%).
Questo è stato uno dei temi al centro dell’evento “Governare il futuro dell’impresa: dalla diagnosi precoce alla strategia di rilancio”, in programma venerdì 22 maggio a Bari al Deloitte Forum (Via Paolo Pinto 2). Un momento di confronto e approfondimento sulle questioni legate alla prevenzione delle difficoltà aziendali, alla gestione tempestiva della crisi e agli strumenti normativi e operativi a disposizione di imprese e professionisti.
“Una gestione mirata della crisi in tempi certi – dichiara Francesco Paolo Bello, Amministratore Delegato e Managing Partner di Deloitte Legal – può essere risolutiva per le situazioni di difficoltà e permettere alle imprese di rimanere sul mercato, con una ricaduta positiva a livello territoriale da Nord a Sud. I numeri diffusi da Unioncamere e InfoCamere confermano quanto il fenomeno sia centrale per le conseguenze sul sistema produttivo italiano, soprattutto in una fase come quella attuale dove la ridefinizione delle catene del valore e le tensioni commerciali stanno ridisegnando processi e strutture organizzative delle imprese in un contesto di tensioni sempre più strutturali”.







