Sono le Regioni del Centro-Nord quelle con le più alte percentuali di imprese che hanno avviato una liquidazione giudiziale nel 2025. L’anno scorso le nuove procedure sono aumentate del 7% con differenze sensibili tra le diverse aree del Paese nel rapporto fra iscrizioni e aziende registrate. A trascinare la crescita è il Centro (+13,3%), segue il Nord (+7,7%) mentre al Sud il tasso di imprese che hanno avviato una liquidazione è rimasto stabile (+0,1%).
L’andamento
A fotografare la situazione sono i dati che censiscono le liquidazioni giudiziali (locuzione con cui il Codice della crisi ha sostituito il termine fallimenti) avviate in tribunale, elaborati da Cribis per Il Sole 24 Ore del Lunedì. Nell’ambito delle procedure concorsuali, ossia delle procedure che affrontano la crisi d’impresa, le liquidazioni giudiziali rappresentano l’iter più utilizzato (più del 70% del totale secondo Unioncamere-Infocamere). L’incremento prosegue da quattro anni (+38% dal 2022) e segnala le difficoltà delle imprese a far fronte a una congiuntura sempre più caratterizzata da instabilità geopolitica, guerre e aumento dei costi energetici.
I dati Cribis rilevano le liquidazioni giudiziali avviate presso i tribunali e da questi ultimi comunicate al Registro delle Imprese. Fotografano quindi situazioni di difficoltà maturate in precedenza e venute al pettine al momento dell’inizio dell’iter in tribunale. Commercio (all’ingrosso e al dettaglio) e costruzioni sono i settori di attività più colpiti.






