La composizione negoziata accelera e si conferma uno strumento adeguato per affrontare la crisi di impresa, tanto più efficace quanto più tempestivamente applicato.
Secondo il report pubblicato ieri da Unioncamere, nell’ultimo semestre - da novembre 2024 al 31 maggio scorso - sono state 905 le istanze depositate, con una crescita più che doppia rispetto al semestre precedente (erano 410). Dal debutto dell’istituto, avvenuto nel novembre di quattro anni fa, sono quasi 3.000 le istanze presentate dalle imprese in difficoltà.
A incidere sulla decisione di negoziare l’uscita dalle sofferenze finanziarie pesa, giustificando l’exploit dei numeri, la sopravvenuta possibilità di sottoporre a transazione anche i crediti fiscali, opzione che sta spingendo in alto i numeri dei tavoli tra creditori e debitori.
L’incremento delle domande porta con sè anche la crescita delle percentuali di successo di questo istituto stragiudiziale, introdotto per consentire il risanamento delle aziende in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario: 295 a maggio, 90 in più rispetto al mese di novembre del 2024. In aumento, di conseguenza, anche il tasso di successo, che nel corso del I trimestre 2025 è pari al 22,5%.






