Crescono del 13% gli importi erogati alle imprese italiane nel primo semestre 2025, mentre la rischiosità resta stabile. È quanto emerge dall’ultimo osservatorio Crif sulle imprese, presentato al Tomorrow Speaks 2025 in corso a Milano, secondo cui la domanda di credito è tornata a salire dopo la frenata del biennio 2023-2024, sostenuta dal calo dei tassi e da condizioni di finanziamento più favorevoli. Il tasso medio di default si è attestato al 3%, lo stesso livello di fine 2024, confermando la tenuta del sistema produttivo. “Il secondo trimestre del 2025 ha visto l’intensificarsi della crescita degli importi erogati alle imprese avviata a inizio anno, continuando a beneficiare di più favorevoli condizioni di accesso al credito rispetto all’anno precedente, nonostante un contesto globale ancora incerto”, ha dichiarato Luca D’Amico, ceo di Crif Ratings. “Nonostante tale difficile contesto, le prospettive per il 2025 sono attese in continuità con i primi sei mesi dell’anno, sebbene esposte all’evoluzione dello scenario globale”, ha aggiunto. Sul fronte dei finanziamenti, crescono i mutui ipotecari (+8,6%) e soprattutto i mutui chirografari e prestiti (+24,5%), mentre restano stabili leasing e prestiti auto. Il quadro per settori resta a due velocità: tessile-abbigliamento (-7,4% di erogazioni, default al 4,6%) e costruzioni (-4,5%, default 4,3%) rimangono tra i comparti più deboli, penalizzati rispettivamente dalla crisi dei consumi e dal venir meno dei bonus edilizi. In forte crescita invece agricoltura (+30,3%) e alimentare-bevande-tabacco (+27,3%), sostenuti da finanza agevolata e maggiore domanda estera. Le imprese innovative, circa 485.000 in Italia, mostrano tassi di default inferiori (2,2% per le società di capitali) e meno ritardi nei pagamenti (8,8% contro 12,7% della media nazionale). La Lombardia concentra quasi il 30% del totale, confermandosi la regione più dinamica. Nel suo intervento al Tomorrow Speaks, Marco Colombo, managing director finance Italy di Crif, ha sottolineato come “il sistema finanziario può giocare un ruolo decisivo per sostenere la crescita del Paese, in una fase in cui solidità, innovazione e produttività devono convivere. Dopo anni di ristrutturazione e consolidamento, banche e assicurazioni hanno oggi l’opportunità di tornare a investire sul futuro, facendo leva su tecnologia e dati per costruire un modello di sviluppo più sostenibile e inclusivo”. Dalla stessa platea, Riccardo Barbieri Hermitte, direttore generale del Tesoro, ha evidenziato che “i salari stanno ancora recuperando, anche se lentamente. Dobbiamo riuscire a mantenere questo trend”, ricordando che “è importante che alle imprese non venga imposto un incremento salariale che porta magari a tagli del personale”. Sul fronte delle regole fiscali, Barbieri ha aggiunto che “è stato fatto un passo avanti: non si discute più di manovre correttive o di decimi di punto di saldo strutturale, ma c’è un maggiore orientamento al medio termine”. Dai vertici bancari, Elena Goitini, ad di Bnl e responsabile Bnp Paribas in Italia, ha auspicato che “la crescita dell’erogazione del credito a famiglie e imprese diventi strutturale, perché il sistema bancario accompagna l’economia reale”. Secondo Goitini, “lato famiglie abbiamo ancora una situazione con livelli di indebitamento più bassi rispetto ai competitor europei”, e per questo serve “lavorare sulla fiducia e sulla domanda di credito”. Dall’evento, che ha riunito oltre 50 top manager di banche e assicurazioni, emerge quindi una fotografia di credito in espansione ma crescita ancora fragile, con il sistema finanziario visto come motore possibile di sviluppo se supportato da tecnologia, dati e politiche stabili.
Crif, cresce il credito alle imprese, default stabili al 3% - Economia - Ansa.it
Dati osservatorio Crif sulel imprese al Tomorrow Speaks 2025 (ANSA)







