Report Risk ReviewQuest'anno è atteso un incremento del 6% delle insolvenze globali, più del doppio rispetto alle stime iniziali. In Italia l'aumento è più moderato, Stati Uniti, Francia e Giappone in cima alla classificadi Chiara Di Michele18 giugno 2026(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Dall’inizio del 2026 le insolvenze aziendali sono aumentate del 12%, a livello globale, trainate dal Nord America (+22%). E per la fine dell’anno si prevede un incremento complessivo annuo del 6%, più del doppio rispetto alle previsioni iniziali. E’ quanto emerge l’ultima analisi di Coface, tra i leader mondiali nell'assicurazione del credito e nella gestione del rischio commerciale, che evidenzia come questi dati dimostrino un deterioramento crescente del clima economico globale.Domande di approfondimento generate da 24Ore AI«L’aumento delle insolvenze a livello globale evidenzia quanto le tensioni geopolitiche, l’incremento dei costi e la pressione sui margini possano incidere rapidamente sulla stabilità delle imprese», commenta Ernesto De Martinis, ceo Coface Mediterranean & Africa Region e Board Member, spiegando che «le Pmi, meno diversificate e più esposte alle oscillazioni di liquidità, risultano particolarmente vulnerabili. Per le aziende che operano sui mercati internazionali diventa quindi fondamentale monitorare la solidità dei partner commerciali, la capacità di gestire gli aumenti dei costi e la resilienza della domanda lungo l’intera catena del valore, così da prevenire criticità e garantire continuità operativa».Il rallentamento economicoL’ambiente commerciale globale si è indebolito significativamente negli ultimi mesi, mentre le conseguenze economiche del conflitto in Iran iniziano a riflettersi sull’attività delle imprese. L’aumento del 12% delle insolvenze registrato all’inizio del 2026, comprensivo del +22% in Nord America, illustra l’entità dello shock in corso e il rapido deterioramento della situazione per le aziende. Questa tendenza è alimentata dalle recenti tensioni geopolitiche, in particolare in Medio Oriente, i cui effetti si manifestano in un aumento dei costi di approvvigionamento, maggiore volatilità dei prezzi energetici e crescente incertezza sulle decisioni di investimento. Revisioni al rialzo per il 2026, aumento più moderato in ItaliaIn questo contesto, Coface sta rivedendo significativamente le proprie previsioni sulle insolvenze per il 2026. Le insolvenze globali sono ora attese in aumento di circa il 6%. Gli aumenti più significativi sono previsti negli Stati Uniti (+8%), in Francia (+8%) e in Giappone (+7%), mentre Germania e Paesi Bassi dovrebbero registrare incrementi intorno al 5%. Aumenti più moderati, tra il 2% e il 3%, sono attesi in Spagna, Italia e Regno UnitoIl nodo dei tassi di interesse In un contesto già fragile, le condizioni di finanziamento continuano a pesare sulle imprese. Nonostante l’avvio di un ciclo di allentamento, i tassi di interesse rimangono elevati dopo diversi anni di stretta monetaria, rendendo il costo del credito persistentemente alto. Questo vincolo è particolarmente significativo considerando che le imprese entrano in questa fase con livelli di indebitamento storicamente elevati. Di conseguenza, anche piccoli cambiamenti nelle condizioni di finanziamento possono avere un impatto sproporzionato: un aumento di soli 25 punti base nei tassi di prestito sarebbe sufficiente per accelerare nuovamente i default globali, riportando la loro crescita vicino ai livelli osservati nel 2025. La persistenza di tassi elevati agisce quindi come fattore aggravante in un contesto già deteriorato, limitando la capacità delle imprese di rifinanziare il proprio debito e assorbire ulteriori shock.