È salito a 25 morti e 85 feriti il bilancio dei raid russi avvenuti la scorsa notte a Kiev. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, recatosi sui luoghi dei bombardamenti e impegnatosi a garantire una rappresaglia da parte dell’Ucraina. «La Russia colpisce obiettivi civili esclusivamente per costringere l’Ucraina a rinunciare al suo Stato», ha precisato il leader di Kiev.

Zelensky - rientrato di fretta da Dublino perché avvertito dell’attacco imminente - chiede armi e giura vendetta: «Reagiremo certamente». La pioggia di 496 droni e 74 missili è durata ore e ha raso al suolo palazzi residenziali, ridotto in cenere auto e annerito piazze e strade, danneggiato una struttura medica e distrutto un magazzino della Croce Rossa con 2 milioni di euro di aiuti umanitari andati in fumo, e perfino bruciato 800mila libri.

Un attacco di una portata tale da sorprendere i residenti della capitale: 52.000 persone, tra cui 4.500 bambini, si sono rifugiate nella metropolitana per proteggersi dal bombardamento, un numero record, mentre rimbalzano sui media e i social le immagini delle tende montate nelle stazioni metro, gente sdraiata su materassini gonfiabili e sedie da campeggio, e madri che cercano di dormire stringendo i bambini al petto.