Volodymyr Zelensky ha denunciato un “attacco massiccio” condotto nella notte dalle forze russe contro il suo Paese. Secondo il presidente ucraino, Mosca avrebbe lanciato 40 missili e circa 580 droni, colpendo diverse regioni: da Dnipro a Mykolaiv, da Chernihiv a Zaporizhzhia, fino a Poltava, Kiev, Odessa, Sumy e Kharkiv. Il bilancio provvisorio parla di tre morti e decine di feriti.

Infrastrutture e civili nel mirino

Zelensky ha affermato che i raid hanno colpito infrastrutture strategiche, aree residenziali e aziende civili. A Dnipro, un missile a grappolo ha centrato un edificio residenziale, causando vittime e gravi danni. “Ogni attacco di questo tipo non risponde a un’esigenza militare, ma a una strategia deliberata di terrore contro i civili”, ha accusato il presidente, invocando maggiore sostegno internazionale per rafforzare la difesa aerea e imporre nuove sanzioni a Mosca.

La versione di Mosca

Dal canto suo, il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver intercettato e abbattuto 149 droni ucraini nelle prime ore del sabato 20 settembre. Di questi, 40 sarebbero stati neutralizzati nella regione di Rostov, 27 a Saratov, 18 a Bryansk, 15 a Samara e 12 in Crimea. Altri abbattimenti sono stati registrati a Volgograd, Belgorod, Voronezh, Kaluga, Kursk, Smolensk e Niznij Novgorod. Secondo Mosca, 15 droni sarebbero stati neutralizzati anche sul Mar Nero e tre sul Mar d’Azov.