di Enrico Paoligiovedì 2 luglio 20263' di lettura«Sull’inchiesta relativa alla prima Torre (La Torre Milano, uno dei filoni d’inchiesta avviati dalla Procura del capoluogo lombardo sull’urbanistica, ndr) lo sa che ho vinto una scommessa?».

E cosa aveva scommesso, dottor Antonio Di Pietro? (Sì, proprio lui, l’ex pm di Mani Pulite, ex ministro delle Infrastrutture ed ex leader dell’Italia dei Valori)

«La posta in palio, con un suo collega del quale non le farò mai il nome, era un caffè. Il motivo del contendere la sentenza. Avevo puntato sull’assoluzione e così è andata...».

Il 16 giugno scorso il Tribunale di Milano ha assolto gli 8 imputati finiti a processo per il caso Torre Milano con formula piena. Si è trattato della prima sentenza del filone sulle inchieste urbanistiche milanesi. Ha vinto la scommessa perché lei conosce bene Milano, sa cos’è questa città è quanto pesi il settore dell’urbanistica sull’economia o per altre ragioni?

«Guardi, Mani pulite per me (e parlo solo di me) è finita nel 1994. E quella, piaccia o non piaccia, è già storia. Qui siamo di fronte a tutt’altra cosa. I magistrati inquirenti non hanno cercato i colpevoli di un reato, ma dei colpevoli ai quali attribuire un reato. Per questa ragione ho vinto la scommessa».