Caricamento player

Il cancello d’ingresso del Grand Hotel La Sonrisa di Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli, noto come «il castello delle cerimonie», è chiuso. Lungo il viale alberato intitolato al fondatore Antonio Polese non c’è nessuno, e nei 40mila metri quadrati di giardini, con le statue a grandezza naturale di leoni e tigri, non c’è il consueto via vai di auto e persone. Le piscine sono state svuotate e gli zampilli d’acqua sono stati spenti; una vecchia Fiat Balilla è parcheggiata in un garage che ha una porta a vetri; sedie e tavolini sono accatastati uno sull’altro e l’eliporto interno è fermo. Non ci sono autisti, parcheggiatori, hostess e concierge a dare il benvenuto e ad accompagnare gli ospiti.

Sedie impilate e messe da parte dopo la chiusura della villa, 24 giugno (Mauro Pagnano per il Post)

Un angolo del vastissimo giardino che circonda la villa/castello La Sonrisa, 24 giugno (Mauro Pagnano per il Post)

Dentro è tutto chiuso e in perfetto ordine, come se l’albergo e il ristorante dovessero riaprire da un momento all’altro: c’è la hall decorata con foglie d’oro, lampadari di cristallo e statue a grandezza naturale, e con le foto dei numerosi personaggi del mondo dello spettacolo che vi sono passati; c’è la Sala Reale con il soffitto e le pareti decorate con affreschi colorati in cui sono raffigurati gli esponenti della famiglia Polese; c’è la sfarzosa Sala Luigi XV e le altre tre più piccole; le cucine, il bar e le 40 camere d’albergo sono pronti.