Per il Comune, quella struttura era per la maggior parte abusiva. Ma gli eredi di Antonio Polese non si sono mai arresi. Dopo il successo della trasmissione su Real Time, il "Castello" rischiava di non ospitare più feste e banchetti. Pericolo per ora scampato, ma lo scontro giudiziario è ancora lontano dal concludersi

Il Grand Hotel La Sonrisa di Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli, conosciuto in tutta Italia come “Il castello delle cerimonie” grazie al programma andato in onda per anni su Real Time, resta aperto a matrimoni, cresime e comunioni. Il Consiglio di Stato ha sospeso efficacia ed esecutività della sentenza con cui, l’11 maggio, il Tar della Campania aveva confermato la revoca della licenza commerciale disposta dal Comune. La struttura avrebbe dovuto chiudere tra il 13 e il 14 maggio, ma i legali della famiglia Polese hanno presentato appello immediato ottenendo nuovo tempo: banchetti e cerimonie potranno proseguire almeno fino al 4 giugno, giorno in cui è fissata l’udienza collegiale in camera di consiglio.

L’ordinanza dei giudici amministrativi e la reazione dei legali

Nell’ordinanza, citata dal Corriere della Sera, i giudici amministrativi spiegano che «fino alla pronuncia collegiale è senz’altro prevalente l’esigenza di assicurare la prosecuzione delle attività economiche svolte dagli appellanti, inibendo l’esecuzione della sentenza impugnata e dei provvedimenti amministrativi oggetto di contestazione davanti al Tar». Insomma prevale la necessità di non fermare il Castello e le sue feste per poter pagare fornitori e soprattutto i dipendenti. Soddisfatto il pool difensivo della famiglia. «Finalmente uno spiraglio di giustizia in un clima di inusuale accanimento amministrativo», ha dichiarato l’avvocato Ignazio Tranquilli in una nota riportata da Fanpage.