Il mercato libero dell’elettricità continua a costare più della tutela pubblica. Lo certifica la Relazione Annuale di Arera: anche nel 2025, per tutte le classi di consumo domestico, i prezzi delle offerte di mercato sono risultati superiori a quelli del servizio protetto.

Il confronto

Il confronto riguarda in particolare i clienti che non sono ancora passati al mercato libero. Dal 1° luglio 2024 il servizio di Maggior Tutela è riservato ai soli clienti vulnerabili: per loro, al 1° gennaio 2026, il prezzo dell’elettricità è di 25,2 c€/kWh al netto delle imposte (27,97 incluse). I clienti non vulnerabili che non hanno ancora scelto un fornitore sul mercato restano invece nel Servizio a Tutele Graduali, dove il prezzo è ancora più basso: 22,8 c€/kWh al netto delle imposte, 25,3 incluse. Il prezzo medio finale pagato dalle famiglie italiane nel 2025, tra tutti i regimi, è stato invece di 35,12 c€/kWh.

La causa

La causa, secondo Arera, non è tecnica ma comportamentale: nel mercato libero di piccola taglia - spiega il presidente Nicola Dell’Acqua nella presentazione della Relazione - si scambia soprattutto fiducia nel marchio dell’operatore, non il prezzo più conveniente. I differenziali tra le offerte scelte dai consumatori e quelle più efficienti disponibili sul mercato restano elevati, e i dati di monitoraggio confermano che le scelte di acquisto sono ancora in larga parte svincolate dalla reale convenienza delle offerte disponibili.