La Relazione annuale dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera) è stata presentata ieri a Parlamento e Governo, offrendo uno spaccato di dettaglio sui costi delle bollette nel nostro Paese.
Sul fronte dell’elettricità, nel 2025 in Italia si è registrata una moderata riduzione del prezzo totale (-1,6%), che è sceso a 35,12 c€/kWh, ma nel nostro Paese, diversamente da Francia, Germania e Spagna, la discesa del prezzo medio per i clienti domestici era cominciata già nel 2024. Analizzando la dinamica delle componenti, si nota che la componente energia è rimasta praticamente invariata (-0,1%: da 19,69 a 19,68 c€/kWh) dopo il forte calo registrato nel 2024 (-20,7%), mentre sono diminuiti del 5,8% i costi di rete (da 6,23 a 5,87 c€/ kWh) e la componente fiscale (-2,1%).
Nel 2025 i consumatori domestici in Italia, quindi, risultano pagare un prezzo superiore del 13% a quelli all’Area euro, con un differenziale di 4,03 c€/kWh che deriva quasi esclusivamente dalla componente energia, il cui valore in Italia è 5,68 c€/kWh maggiore di quello dell’eurozona.
I consumi di energia elettrica si sono mantenuti per lo più stabili a 312,4 TWh. La produzione nazionale lorda è cresciuta del 2,4% e si attesta a 277,4 TWh ma rispetto al 2024 si assiste a un’inversione di tendenza con le rinnovabili, che coprono il 48% del mix, ancora in diminuzione (-1,5%) e il termoelettrico in ripresa (+5,2%). Nel dettaglio, a crescere sono state la generazione da gas naturale è aumentata del 7% e quella fotovoltaica del 25% mentre eolico e idroelettrico hanno segnato un calo rispettivamente del 3% e del 21%.













