Il Prezzo unico nazionale dell'elettricità impedisce ai cittadini di sentire i benefici economici delle rinnovabili installate sul proprio territorio. Arera apre al superamento del sistema, ma le regioni del Sud contestano i ritardi
C’è un motivo per cui in Italia la resistenza all’installazione delle rinnovabili è più forte che altrove: i benefici in bolletta, spesso, non si sentono. Nel nostro Paese, l’elettricità viene venduta a un Prezzo unico nazionale (Pun), una media dei prezzi delle diverse zone d’Italia. Questo sistema consente di attenuare le oscillazioni di prezzo e confrontare più facilmente le tariffe, ma presenta anche un grosso svantaggio: impedisce ai cittadini di godere dei benefici di solare ed eolico installati vicino a casa quando pagano le bollette.
Costi locali, benefici nazionali
Prendiamo il caso di una famiglia che vede costruirsi un grosso impianto di produzione di energia rinnovabile vicino a casa, per esempio un parco eolico. I costi, in termini di impatto visivo o utilizzo del suolo, restano locali, mentre i benefici economici vengono distribuiti su scala nazionale. In questo modo, il cittadino non ha alcun incentivo economico ad accettare un impianto vicino a casa, perché continua a pagare una media del prezzo elettrico nazionale.










