Il sistema elettrico italiano si prepara a una delle trasformazioni più significative degli ultimi anni. Nella sua prima Relazione annuale da presidente di Arera, Nicola Dell'Acqua ha delineato le principali direttrici dell'azione dell'Autorità per il prossimo quadriennio, indicando tra le priorità il graduale superamento del Prezzo unico nazionale (Pun), l'introduzione dei prezzi zonali, una maggiore flessibilità della rete e un utilizzo più efficiente delle infrastrutture esistenti.

Secondo Arera, il sistema energetico italiano continua, infatti, a risentire della forte dipendenza dal gas naturale e delle tensioni geopolitiche internazionali, fattori che mantengono elevata la volatilità dei prezzi dell'energia e si riflettono direttamente sulle bollette di famiglie e imprese.

Nel 2025 il Pun medio si è attestato a 115,9 euro/MWh, in crescita del 7% rispetto all'anno precedente e nettamente superiore ai livelli registrati nei principali mercati europei, come Francia e Spagna. Per l'Autorità, una delle principali cause resta la rilevante quota di produzione elettrica nazionale ancora basata sul gas naturale.

Prezzi zonali per valorizzare le rinnovabili

Tra gli interventi più rilevanti figura il passaggio graduale dal Prezzo unico nazionale ai prezzi zonali dell'energia elettrica, una riforma già prevista in passato ma finora rimasta incompiuta.