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Roberta Merlin

Nei mesi scorsi sono state installate delle reti per impedire ai piccioni di intrufolarsi nella struttura. Dopo le proteste è scattato l’esposto in Procura della Lac: «Da francescani dovrebbero avere a cuore la natura e il mondo animale»

Tra i chiostri della Basilica del Santo, a Padova, dove ogni giorno migliaia di fedeli e turisti cercano un momento di silenzio, da mesi si è accesa una discussione tutt’altro che spirituale. Al centro della discordia, le reti installate per proteggere il patrimonio monumentale dall’invasione dei piccioni che, secondo gli animalisti, rappresenterebbero una trappola mortale per i volatili, tra cui anche pipistrelli e rondini.

L'esposto in procuraLa Lega per l’abolizione della caccia (Lac) di Padova lo scorso 26 giugno ha dunque deciso di presentare un esposto in Procura denunciando la morte di numerosi uccelli rimasti impigliati nelle protezioni collocate, in particolare, del chiostro del Generale. Secondo l’associazione animalista il problema andrebbe avanti da mesi e, nonostante le numerose segnalazioni, non sarebbe ancora stato risolto. «Ci sono arrivate tantissime mail e fotografie di volatili rimasti intrappolati nelle reti – spiega Paola Turetta, delegata della Lac di Padova – ad inviarcele fedeli e turisti. Si sono mosse anche diverse associazioni per denunciare ai frati il problema. Abbiamo dunque allertato le guardie zoofile e il Nucleo carabinieri forestali, ma davanti al territorio vaticano si sono dovuti fermare».