All’interno di uno dei chiostri del Museo Nazionale è apparsa nei giorni scorsi una grande gabbia trappola per la cattura di piccioni, del tutto priva di coperture o riparo dalle temperature record di questa estate". A segnalarlo è l’associazione Lipu Ravenna. "L’episodio – scrivono – ha sollevato un’ondata di indignazione tra cittadini e associazioni, che mettono in discussione la decenza e l’umanità dei metodi usati per il contenimento dei volatili. Non basta aver distrutto il loro ambiente naturale, tagliando i pini, ora assistiamo a vere e proprie forme di tortura".

"Siamo certi che la città sia disposta ad accettare questa crudeltà?", si chiede l’associazione. "Sebbene molti considerino i piccioni infestanti o dannosi per il decoro, ciò non giustifica l’insensibilità verso creature viventi capaci di soffrire". Anche di fronte alla necessità di contenere la presenza dei volatili nei luoghi d’interesse storico e artistico, "dovrebbero essere privilegiati metodi incruenti di allontanamento o, quanto meno, procedure che garantiscano una fine dignitosa agli animali". La presenza delle trappole sotto il sole cocente solleva precisi interrogativi sulla regolarità e sull’etica delle operazioni.