MARZANO. Decine di esemplari morti nei campi ed un sospetto: che ad ucciderli siano stati i fitofarmaci sparsi nel terreno nei giorni scorsi. O, peggio, siano stati volutamente avvelenati. A denunciare il fatto è Giovanni Barcheri, rappresentante della Lac (Lega anticaccia) di Siziano. La strage di uccelli è avvenuta ai margini dei canali agricoli lungo la strada campestre che dal cimitero di Castel Lambro conduce nelle campagne di Valera Fratta. La scoperta «I volontari hanno riferito di aver visto numerosi esemplari di garzette e aironi guardabuoi già morti da qualche giorno ma anche molti ancora vivi sui bordi delle risaie che apparivano debilitati mostrando sintomi di avvelenamento» spiega Barcheri. Il fatto, spiega l'animalista, è piuttosto insolito. «È la prima volta che osserviamo sul posto animali morti ma in passato abbiamo più volte fatto segnalazioni sulle pratiche illegali di diserbo lungo i margini dei coltivi ed i corsi d'acqua in quanto vietate dalla legge regionale a tutela della piccola fauna e della flora spontanea». A questo proposito, i volontari hanno anche rinvenuto sul posto tracce di quella che potrebbe essere la sostanza responsabile dell'avvelenamento. «Purtroppo tale divieto è pressoché disatteso in Pianura padana e i controlli sono assenti – prosegue Barcheri –. In questa zona, poi, quello che è successo potrebbe rappresentare una situazione ancora più allarmante. A Castel Lambro a poca distanza abbiamo l'oasi naturalistica Lac "Regondone", connotata appunto come area palustre per preservare uno degli habitat più ricchi in biodiversità ma anche uno tra quelli più minacciati». Ipotesi veleno Ma c'è anche un'altra ipotesi, ancora più inquietante della prima: sul posto sono stati trovati anche granuli color blu verdastro che, secondo gli animalisti, lascerebbero ipotizzare esche avvelenate. Un gesto quindi deliberato. La preoccupazione ora che l'episodio possa ripetersi è molto forte. La sezione di Pavia della Lac ha trasmesso la segnalazione alla Polizia provinciale e ai carabinieri forestali, per i rilievi in attesa di avere una risposta sulla causa che ha portato al decesso degli aironi.