PORDENONE - Un campo minato per gatti. Ancora una volta l'area dei Laghetti di Rorai Grande è diventata la scena di qualcosa di deprecabile. Un veleno per topi messo da ignoti per fare male a delle creature libere. Un atto di una crudeltà inaudita.
Ed è una firma da parte di chi odia gli animali, tanto da pensare che un'oasi di verde cittadino possa diventare una trappola. L'ennesima scoperta riguarda una bustina di topicida, di quelle che si comprano con pochi euro, ma che valgono la vita di un animale. È stata ritrovata aperta, rosicchiata, con i suoi granuli bluastri sparsi sul terreno come se fossero caramelle.
Ma caramelle non sono. Sono proiettili chimici pronti ad esplodere nello stomaco di un cane, di un gatto o, peggio, potrebbero finire nelle mani di un bambino che gioca tra l'erba. La cosa che più indigna non è solo il gesto in sé, ma la sua ripetitività. Non è un errore isolato, non è la distrazione di un privato cittadino poco accorto. Qui siamo davanti a un'abitudine. Già nel 2020 i residenti erano stati costretti a strappare queste bustine dalle bocche dei gatti, l'anno successivo, la storia si è ripetuta identica, come il copione già scritto delle maledette esche avvelenate. E oggi, stesso copione, nello stesso posto, con lo stesso identico pericolo che un topicida crea. Chi compie questo gesto dovrebbe sapere che i rodenticidi non si gettano sul prato, ma devono restare in contenitori blindati, tracciati, sotto la responsabilità di professionisti o di chi ne risponde davanti alla legge. Spargere veleno libero significa scommettere sulla morte di qualche essere indifeso, la stessa fauna selvatica ad esempio.






