ROVIGO - Torna l'allarme sulla rete di protezione e cura della fauna selvatica, in una provincia che si distingue per la presenza di una struttura, quella di Polesella del dottor Pietro Taricone, che da decenni era attiva nel settore. Dal primo gennaio dell'anno scorso gli animali recuperati in questa provincia che hanno bisogno di cure, vengono mandati nella struttura di Monselice (Padova) e per questo la Lega italiana protezione uccelli (Lipu) polesana ha scritto una lettera aperta all'assessore regionale all'Agricoltura Dario Bond, competente sulla materia.
Soprattutto perché si sta verificando un caso assai singolare, ossia il detto trasferimento degli animali recuperati in Polesine al citato ambulatorio padovano, mentre quelli della provincia di Padova arrivano a Polesella. La Lipu di Rovigo sottolinea, pertanto, la «forte preoccupazione in merito ai Cras (Centro recupero animali selvatici) previsti dalla legge nazionale 157/1992 e recepita dalla legge regionale del Veneto 50/1993, all'articolo 5 comma 2».
L'associazione ecologista e animalista evidenzia le problematiche dette sopra vale a dire il fatto che «da diversi anni nella provincia di Rovigo vi è un Cras, a Polesella, dove la fauna selvatica in difficoltà veniva ricoverata. Dal primo gennaio 2025 la fauna in difficoltà della provincia viene avviata al Cras di Monselice, mentre la fauna in difficoltà della provincia di Padova arriva a Polesella».








