The Italian Sea Group cambia strategia per affrontare la crisi e apre una nuova fase del percorso di risanamento. Il consiglio di amministrazione del gruppo della nautica di lusso (foto, il presidente Giovanni Costantino), con sede a Marina di Carrara, ha deciso di interrompere la composizione negoziata della crisi e presentare la domanda di accesso al cosiddetto ‘concordato in bianco’: lo strumento previsto dal Codice della crisi d’impresa che consente di ottenere misure di tutela mentre viene predisposto il piano di ristrutturazione. La scelta punta a garantire la continuità aziendale, salvaguardando il valore della società e gli interessi di creditori e lavoratori. Il nuovo scenario è stato illustrato dall’azienda nell’incontro con Fim, Fiom e Uilm ieri pomeriggio. Ai sindacati è stata confermata anche l’intenzione di attivare la cassa integrazione guadagni straordinaria per i dipendenti diretti, mentre restano forti incognite sul futuro degli oltre 1.500 addetti dell’indotto. Secondo quanto riferito durante il confronto, la mancata rinegoziazione dei contratti con gli armatori potrebbe compromettere il piano industriale, aprendo lo scenario della liquidazione o, in alternativa, della vendita del cantiere. Le organizzazioni sindacali parlano di un quadro estremamente preoccupante e chiedono l’immediata apertura di un tavolo di crisi con azienda, Regione, Autorità portuale e Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Fim, Fiom e Uilm ribadiscono inoltre che il concordato non può tradursi in un trasferimento del peso della ristrutturazione su lavoratori e imprese dell’indotto e chiedono garanzie sulla gestione della cassa integrazione, con rotazione del personale, anticipo del trattamento economico e tutele anche per le aziende collegate. L’assemblea degli azionisti, è convocata per il 22 luglio.