I disagi nei trasporti ferroviari spingono i parlamentari a prendere contro-misure: la prossima settimana sarà difficile raggiungere Roma in treno, così alla Camera la legge elettorale slitta di una settimana. Al Senato lavoreranno solo le commissioni, che possono riunirsi anche da remoto, e non ci saranno sedute in Aula. Indispettito Matteo Salvini: “Leghiamo la legge elettorale ai treni? Questa è nuova”.
Il caos dei trasporti ferroviari, con forti disagi che potrebbero impedire ai parlamentari di raggiungere Roma, ha spinto Camera e Senato ad adeguarsi. Oggi le due conferenze dei capigruppo si sono riunite e i partiti hanno deciso: a Montecitorio il dossier più caldo, quello della legge elettorale, sarà rinviato di una settimana e arriverà in Aula il 14 luglio invece del 7; a Palazzo Madama, la prossima settimana sarà dedicata solamente al lavoro delle commissioni senza incontri in Aula, che richiederebbero di partecipare in presenza.
Le decisioni erano già nell'aria da ieri, anche se oggi Matteo Salvini – ‘responsabile' numero uno, in quanto ministro dei Trasporti – ha del tutto negato che ci siano problemi sulla viabilità: "Sono convinto che deputati e senatori riusciranno a raggiungere il loro luogo di lavoro". I parlamentari, però, non la pensano allo stesso modo. Da una parte ci sono alcuni eventi politici che hanno agevolato la decisione, come quello del campo largo a Napoli l'8 luglio, che richiederà la presenza dei leader proprio nel giorno in cui la legge elettorale avrebbe dovuto essere votata. Dall'altra c'è il disagio di chi deve viaggiare in treno. In particolare, il 7 luglio è in programma uno sciopero e nei pressi dello snodo di Firenze verrà sostituito un cavalcavia. Eventi che, è già previsto, porteranno nuovi ritardi e cancellazioni. In alcuni casi, i viaggi da Milano a Roma dureranno ben sei ore o saranno sostituiti da bus.










