L'Editoriale

Martedì 30 Giugno 2026

ITALIA. Il Parlamento torna a fare i conti con la legge elettorale: dal 7 al 9 luglio si voterà la riforma presentata dalla maggioranza. Il punto più difficile da risolvere nei prossimi giorni riguarda le preferenze, escluse sin dalla legge del 1993 che porta il nome di Mattarella: all’epoca erano considerate il motore della corruzione e del clientelismo, e per questo la «Seconda Repubblica» le spazzò via.

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Ma oggi a richiederle, in nome del diritto degli elettori a scegliersi i rappresentanti è Giorgia Meloni in persona (da sempre favorevole) mentre Forza Italia e la Lega sono contrari. In queste ore sono in corso trattative per trovare qualche escamotage tecnico che soddisfi entrambe le parti: dare all’elettore la sensazione di poter scegliere chi mandare alla Camera e al Senato e mantenere nello stesso tempo il blocco che consente di non avere sorprese nella composizione dei gruppi parlamentari.