Il Parlamento torna a fare i conti con la legge elettorale: dal 7 al 9 luglio si voterà la riforma presentata dalla maggioranza. Il punto più difficile da risolvere nei prossimi giorni riguarda le preferenze, escluse sin dalla legge del 1993 che porta il nome di Mattarella: all’epoca erano considerate il motore della corruzione e del clientelismo, e per questo la «Seconda Repubblica» le spazzò via.

Il Parlamento torna a fare i conti con la legge elettorale: dal 7 al 9 luglio si voterà la riforma presentata dalla maggioranza. Il punto più difficile da risolvere nei prossimi…

Lo slittamento del voto sulla legge elettorale al 14 luglio nasconde la mancata intesa nel centrodestra sulle preferenze. Mentre le opposizioni gridano al premierato mascherato.