Amir Ayan Hossain, 20 anni, l’unico sopravvissuto alla strage di Casalotti è ancora ricoverato in un reparto protetto del policlinico Agostino Gemelli: è sorvegliato a vista dalla polizia, che non fa entrare nessuno nella sua stanza. È sorvegliato a vista dalla polizia.
Non può entrare nessuno nella sua stanza perché il sospettato del triplice omicidio, Shahadat Hossain, 43 anni, è ancora libero. Amir è il testimone oculare dei tre delitti e qualcuno potrebbe anche volerlo uccidere. Così la squadra mobile diretta Roberto Giuseppe Pititto, da una parte lo tutela, dall’altra protegge la riservatezza delle indagini, tutte volte a fermare il killer in fuga.
Gli agenti stanno analizzando decine di telecamere su tutta Roma e hanno sequestrato il cellulare dell’unico sopravvissuto per ricostruire anche il movente della strage.Non è escluso che Shahadat Hossain, attivista del Bangladesh Nationalist Party (Bnp), il principale partito nazionalista e conservatore del suo Paese d’origine, si trovi ancora a Roma. Gli agenti della Mobile, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, hanno acquisito decine di immagini catturate dalle telecamere pubbliche e private in tutta la città, comprese quelle dell’autostazione Tiburtina: non è escluso che possa essere salito su un pullman a lunga percorrenza diretto verso i confini Nord del nostro Paese. Intanto sono slittate le autopsie sui corpi di Kamal Uddin, 40 anni, ucciso venerdì scorso nell’appartamento in via Montiglio insieme alla moglie Momotaj Hosne Jahan, 38 anni, e alla loro figlia Islam Arowa. Oggi il medico dell’istituto di medicina legale dell’università cattolica del sacro Cuore diretto da Antonio Oliva avrebbe dovuto ricevere l’incarico, ma il pm si è riservato altro tempo. Le autopsie sono state rimandate. Intanto, mentre prosegue la caccia al killer, il comitato Difendiamo Casal Selce ha avviato una raccolta fondi per sostenete il figlio di Kamal (iban: IT87A0832703256000000002695). Casalotti piange la sua famiglia. Chiede “giustizia”.










