Il sistema di allerta digitale ha inviato notifiche trenta secondi prima del violento terremoto in Venezuela, permettendo la fuga a migliaia di residenti. Alessandro Amato (INGV) spiega in un articolo la dinamica del doppio sisma il funzionamento dell'allerta Google e la cosiddetta "zona cieca".

Il violento sisma di magnitudo 7.5 che ha colpito lo stato di Yaracuy e la costa del Venezuela nella notte tra il 24 e il 25 giugno 2026 ha riaperto il dibattito scientifico e tecnologico sull'efficacia dei sistemi di allertamento rapido basati sulla telefonia mobile di massa. L'attenzione degli esperti si è concentrata sulla reazione dei dispositivi Android, capaci di diramare un segnale di emergenza circa trenta secondi prima dell'arrivo delle onde sismiche più distruttive in aree densamente popolate come la capitale Caracas e il distretto costiero di La Guaira.

Nelle ultime ore si sono susseguiti molti commenti sulla natura di questa notifica, ma come specificato dal sismologo Alessandro Amato in un approfondimento per INGVterremoti, l'affermazione secondo cui i telefoni avrebbero anticipato il fenomeno non è scientificamente esatta, poiché i cittadini hanno ricevuto l'allerta a terremoto già avvenuto o, per essere precisi, quando la scossa era già iniziata.