Langley riorganizza le proprie strutture tecnologiche, separando con maggiore nettezza difesa digitale, dati e infrastrutture dalle operazioni cyber rivolte all’esterno. La Cia si prepara alla competizione dell’IA con la Cina e punta sulla propria deterrenza cyber
La Cia cambia assetto per adattarsi a una realtà in cui i confini da sorvegliare non coincidono più soltanto con quelli segnati sulle carte geografiche. Passano dalle reti, dai cavi, dai data center, dalle piattaforme private e dai modelli di intelligenza artificiale. È su questa premessa che John Ratcliffe ha annunciato una riorganizzazione delle strutture tecnologiche dell’agenzia, con un’accelerazione particolare del cyber offensivo e dell’adozione di strumenti commerciali.
A riferirne è il New York Times, secondo cui il direttore della Central Intelligence Agency ha presentato il nuovo impianto intervenendo all’Aws Summit di Washington. La Cia dovrà assumere “rischi intelligenti”, sperimentare e accorciare il tempo che separa l’innovazione disponibile sul mercato dal suo impiego nell’intelligence. Ma senza affidare alle macchine l’ultima parola. L’intelligenza artificiale, nelle parole di Ratcliffe, può cambiare la natura della competizione; il giudizio operativo e politico, invece, resta prerogativa umana.














