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Anna Campaniello

Regione Lombardia ha annunciato che da settembre chiederà il contributo ai circa 70mila vecchi frontalieri lombardi. Al contrario del Piemonte, che non intende applicare la tassa

Scontro aperto tra Lombardia e Ticino. Il Consiglio di Stato del cantone di confine ha deciso di sospendere il versamento dei ristorni ai Comuni italiani per la controversa questione della tassa sulla salute per i vecchi frontalieri. «Una tassa che viola gli accordi internazionali tra i due Paesi», per gli elvetici, che hanno bloccato il trasferimento di 50 milioni di franchi svizzeri, oltre 54 milioni di euro, la quota delle tasse pagate nella Confederazione dai lavoratori italiani. Uno stop che avrà gravi conseguenze economiche per i municipi della fascia di confine, per i quali i ristorni sono un’entrata fondamentale.

La tassa sulla salute, un contributo mensile calcolato in base al salario e previsto per i vecchi frontalieri — quelli ai quali non si applica il nuovo accordo fiscale — è stata introdotta con la Legge Finanziaria del 2024. È stata contestata fin dall’inizio dalle organizzazioni sindacali, che hanno subito ipotizzato la violazione dell’accordo internazionale sulla fiscalità dei lavoratori italiani in Svizzera. Ad oggi di fatto non è ancora stata richiesta, ma Regione Lombardia ha sempre dichiarato che intende applicare la norma e ha annunciato che da settembre chiederà il contributo ai circa 70mila vecchi frontalieri lombardi.