<p>Il governo del <strong>Canton Ticino </strong>ha annunciato che non verserà all'Italia i cosiddetti «ristorni», vale a dire le tasse trattenute sulla busta paga dei cittadini italiani che lavorano in Svizzera (i «frontalieri») e che devono essere «girati» all'Italia in base all'accordo fiscale internazionale pattuito tra Roma e Berna. </p> <p>Il Canton Ticino avrebbe dovuto versare al fisco italiano circa <strong>50 milioni di euro,</strong> poco meno della metà della somma dovuta annualmente (pari a 109 milioni): si tratta di soldi prelevati ai lavoratori italiani e destinati a finanziare i servizi pubblici dei comuni di frontiera in cui risiedono i frontalieri, circa <strong>70.000 lavoratori </strong>che vivono principalmente in Lombardia e Piemonte. </p> <ul> <li><em>Leggi anche: <a href="https://www.milanofinanza.it/news/alla-resa-dei-conti-il-bilancio-della-discordia-tra-governo-e-magistratura-contabile-202606270744586895" target="_blank">Alla resa dei Conti: il bilancio della discordia tra governo e magistratura contabile</a></em></li> </ul> <p>Lo stop dei versamenti è stata annunciata oggi, martedì 30 giugno,<strong> dal capo del governo del Canton Ticino</strong> Claudio Zali (esponente della Lega dei Ticinesi) ma ha avuto l'appoggio di tutti i partiti.
Crisi fiscale tra Italia e Svizzera: congelati i ristorni dei frontalieri | MilanoFinanza News
Il governo ticinese sospende il versamento di 50 milioni di euro all'Italia, in risposta alla nuova tassa sanitaria sui frontalieri. La decisione accende il dibattito tra Roma e Berna










